La cucina medievale

La rievocazione spesso riserva la sorpresa di una scoperta: il nostro approccio verso il cibo è il risultato di un’evoluzione culturale che risponde, nel suo articolarsi lungo la linea del tempo, ad esigenze materiali e bisogni culturali talvolta non ben conosciuti. La cucina del Medioevo, per esempio, è il portato, non solo di imposizioni geografiche, ma anche di gusti, mode e rapporti sociali: in una determinata area veniva cucinata la carne di un certo animale; le spezie costituivano un costosissimo ingrediente di moda; il banchetto era manifestazione di potenza.
Di questi aspetti ha parlato Elisabetta Carli, storica della cucina medievale e rinascimentale.
L’espressione ‘cucina medievale’, ha spiegato la Carli, è piuttosto vaga, dato che l’aggettivo copre un periodo millenario che sappiamo essere assai variamente connotato e non univocamente caratterizzato. ‘Cucina medievale’ è, pertanto, un termine poco puntuale, nel senso che, tanto per essere chiari, la cucina del ‘300 è diversa rispetto alla cucina del ‘400.
Precisate dunque le particolarità dei diversi periodi, Elisabetta Carli ha toccato il tema delle fonti, quali il Liber Coquina scritto in latino e altre fonti, “indirette”, come quelle letterarie (il Decameron, su tutti, ma anche le Trecentonovelle di Franco Sacchetti, il Saporetto di Simone Prudenzani), per tratteggiare i contorni di una vera e propria pratica culturale che obbediva, anche all’epoca, ad imperativi geografici di approvvigionamento e a regole e costumi ereditati e sedimentati. L’alternarsi di giorni di grasso e di magro e la distinzione tra cibi buoni e cattivi mostrano tutta la considerazione verso ciò che siamo abituati a chiamare dietetica e che ancora oggi è spesso la bussola per la scelta dei cibi. Infine, la grande attenzione all’imbanditura della tavola e alla presentazione delle portate ci danno l’idea di quanta importanza avesse l’estetica nella cucina di quel periodo, segno di un gusto raffinato e della ricerca di piaceri che spesso, a torto, sono percepiti lontani dalla ‘media aetas’.


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