L’urbanistica locale il 23 febbraio 2021: Roberto Martelli

Nella serata del 23 febbraio 2021 ospite è stato il nostro socio Roberto Martelli, noto professionista e stimato conoscitore dell’urbanistica anche locale. Proprio qui l’oggetto della sua relazione. Partendo dal secondo dopoguerra, Roberto ha ricostruito la storia urbanistica nella città di Carrara spiegando anche le differenze rispetto all’epoca anteriore, quando il territorio veniva considerato unitariamente nella provincia di Apuania.

Con la distinzione delle due realtà urbane, Carrara e Massa, e le novità intervenute negli anni ‘40 nella normativa, si impone la necessità di una pianificazione mirata, che inizia, nei tratti odierni, nel 1959 quando il professor Piccinato viene incaricato di rivedere la pianificazione alla luce del nuovo quadro demografico e dello sviluppo economico.

In particolare l’escavazione del marmo e l’industrializzazione della nostra zona: la Olivetti, il Pignone, la Dalmine e la Breda sono alcune delle importanti industrie che danno garanzie e, perciò, attraggono persone anche da altre aree. Inizia a premere l’esigenza di edilizia sociale e cresce il mercato immobiliare. L’espansione edilizia è il tratto caratterizzante di quegli anni.

Come oggi, tuttavia, la lentezza dei processi deliberativi: dal 1959 il Piano Piccinato arriva ad esecuzione solo nel 1972. Nel 1979 e nel 1983 le prime varianti per adattare le decisioni ad un quadro in continua evoluzione: abbandono definitivo della marmifera, nuova viabilità, la nuova Pretura; in sostanza, grande importanza alla infrastrutturazione del territorio.

Interessanti anche i riferimenti alle modifiche successive, quando la normativa ha tenuto conto delle Regioni, le cui competenze hanno innovato le gerarchie della pianificazione, con una visione strategica sovraordinata che distingue fra zone urbane, zone rurali zone, altre a carattere industriale, oltre che arenili e portualità.

Ne è seguita un’interessante conversazione, nella quale sono stati messi in luce gli aspetti talvolta contraddittori delle pianificazioni, dovuti anche alla distanza fra i tempi della pianificazione stessa e i tempi dell’economia e dei cambiamenti sociali.



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