Gocce di emozioni di Eleonora Laquidara

Le parole di Eleonora Laquidara hanno saputo raggiungere il cuore dei convenuti. Autrice della raccolta di poesie e immagini, dal titolo “Gocce di emozioni”, è stata l’ospite della riunione del 9 marzo. 

Breve introduzione quella del presidente, che ha sottolineato la bellezza dei versi e la loro profondità. Numerosi i riferimenti all’Infinito, agli aspetti che assume in termini di amore, vita e morte. Esperienza del sublime, dell’incommensurabile e dello smisurato come abbandono, nel quale emozione e serenità dell’animo si legano in un tutt’uno. Con il ribaltamento del dolore in amore, della morte in vita.

Insieme a lei, la dottoressa Federica Marmorino, medico oncologo presso l’Ospedale pisano Santa Chiara. E’ intervenuta come Associazione Arco, che si occupa delle malattie oncologiche.

Presa la parola, Luisa Passeggia ha introdotto la poetessa e pittrice. Eleonora si è soffermata su alcune delle sue liriche, particolarmente su quelle collegate a sentimenti importanti o a situazioni che l’hanno segnata. Belli anche i dipinti a tempera, diretti nelle forme e immediati nei colori. Una pittura semplice, dice Eleonora, che arriva diretta al cuore dello spettatore, lo scopo che lei si propone di raggiungere. Alcune fotografie anche, a coronamento delle suggestioni. Eleonora ha intrattenuto i presenti con molti riferimenti alla sua vita privata. É partita dalla diagnosi della malattia incurabile alla cara nonna materna. In quel momento decise di contemplare il dolore e la tristezza, immortalando il bello che, nonostante tutto, circonda ognuno di noi in qualsiasi momento. Nasce quindi la pagina Facebook “Gocce di emozioni”, su cui vengono pubblicate le fotografie e le poesie, tutte opere nate camminando, mentre Eleonora è colta dallo stupore dei particolari e contempla gli opposti e il mistero della Vita. Fino ad arrivare al 2019, quando le viene diagnosticata la presenza  dentro di sé “di un inquilino molto scomodo”, come lo chiama. Da lì ancora di più la volontà di combattere paura, tristezza e rabbia con la vita: la reazione è “dare vita ai miei giorni”. I mesi del lock down da pena si sono trasformati in occasione, creativa anche qui, che la fanno tornare all’arte figurativa, in una modalità espressiva che Eleonora definisce “dell’art brut”, tipica dei semplici, di chi disegna senza tecnica, perché l’obiettivo è quello di comunicare emozioni.

Un’ampia partecipazione quella che si è registrata fra i presenti, in numero consistente. Un’attestazione non solo di affetto nei confronti di Eleonora, ma di vero e proprio apprezzamento per il lavoro letterario e artistico. 

Da ultimo è intervenuta Carla Benedetti, madre dell’autrice e consorte del nostro Lanmarco. Ha dato lettura dello scritto che ella stessa ha composto a chiusura dell’opera, come si trova nell’ultima pagina del libro. Ha spiegato come questa parentesi assai brutta nelle loro vite, determinata appunto dall’intruso, abbia invece trasformato una situazione di sofferenza in occasione di crescita, culturale, ma anche spirituale ed esistenziale. Ha raccontato quanto l’intera famiglia sta facendo, in un’unione di sentimenti (che chi scrive definisce) meravigliosa e di cui il Club gode: “Un esempio l’amore che li unisce e li conduce lungo lo stesso sentiero e uno splendido messaggio rispetto alle avversità della vita”, così ha commentato il presidente a chiusura, citando alcuni versi di Eleonora 

“Ti amo vita ingrata, che fondi l’odio con l’amore…… Meravigliosa sei”.



Lascia un commento