Mario Sommariva: il porto di Marina di Carrara

Mario Sommariva, neo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, ospite nella riunione del 16 Marzo 2021. Collegata con noi anche Francesca Vatteroni de Il Tirreno. Platea interessata da un personaggio di primissimo rilievo della portualità nazionale. Facile comprenderlo solo guardando il suo curriculum: segretario generale per due mandati a Trieste, dove è stato anche Presidente dell’agenzia del lavoro portuale; due volte anche segretario generale dell’Autorità Portuale di Bari; membro delegato presso il CNEL in materia di logistica; delegato alla sessione 1996 dell’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro), pubblicista e saggista nella materia dell’economia dei trasporti, collaborazioni con l’Università di Messina, Genova e Bologna; attività sindacale di segretario nazionale della FILT. 

Il presidente Sommariva ha subito scaldato l’ambiente con la notizia in anteprima che i lotti 1, 2 e 4 del waterfront sono stati inseriti dal Governo all’interno del Piano che beneficerà dei fondi del Recovery Plan. Ciò significa che il porto di Marina di Carrara è stato inserito nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, al pari ed insieme agli altri più importanti scali italiani. Entro il 2026 le opere dovranno essere tassativamente terminate. 

Frutto anche del Sistema portuale a cui il porto di Marina di Carrara partecipa con quello di La Spezia, in un equilibrio che è stato salvaguardato dalla precedente amministrazione e che l’attuale intende confermare.

Un’opportunità piuttosto che un problema, s’intende la gestione unitaria con lo scalo ligure, che deve essere adeguatamente condivisa a livello di opinione pubblica, affinchè questa sia consapevole dei vantaggi che ciò  comporta.

Altro tema è stato quello del Piano regolatore portuale, il cui procedimento di adozione e approvazione deve essere ancora avviato: in accordo con la normativa regionale, il Comune di Carrara gestisce lo strumento amministrativo che dovrà portare alla luce il nuovo piano, superando quello attuale che risale al 1981.

Ben quarant’anni di vita, “un’era fa”, si potrebbe dire, rispetto ai grandi cambiamenti della portualità e della logistica in questo arco temporale. Un nuovo piano che è quanto mai indispensabile per modernizzare il porto e mantenerlo al passo con i tempi. Senza ampliamenti oltre l’attuale infrastruttura, senza cementificazioni e con particolare attenzione anche all’ambiente. Un’attenzione proattiva, a favore della costa con interventi di ripascimento in collaborazione con i comuni costieri vicini. 

Questa la verità, a dispetto di recenti notizie che rovistano in archivio fra vecchie planimetrie risvegliando spettri già agitati contro un’infrastruttura che, per sua definizione, produce ricchezza e benessere per il territorio che lo ospita. Da sempre, il porto, o meglio i porti per loro stessa natura sono una risorsa, lo snodo fra diverse modalità di trasporto, l’anello da cui passano le merci nella circolazione delle produzioni e soprattutto della ricchezza. Un’occasione formidabile di occupazione, anche.

Il Presidente Sommariva si è soffermato poi sui traffici, dando atto della tendenza al miglioramento che si è registrata negli ultimi anni, verso il ritorno ai livelli del periodo precedente, quello caratterizzato dal lapideo in misura preponderante. Livelli insoddisfacenti, tuttavia, rispetto alla situazione attuale, caratterizzata da pluralità di operatori, sconosciuta in passato, dalla differenziazione dei traffici e quindi da maggiori opportunità sui volumi movimentati. Oggi molto fanno i traghetti di Grendi, che utilizza un sistema innovativo per i containers, che consente anche al nostro scalo traffici di questo genere. Si aggiunge MDC Terminal, che ha un contratto per movimentare un importante quantitativo di lapideo. Manca ancora un po’ di traffico all’obiettivo, che potrà essere aggiunto dall’altro terminalista, la F2I, player che gioca un ruolo primario a livello nazionale nei porti di dimensioni come il nostro e che fanno rinfuse.

Le crociere si sono fermate e da noi torneranno a partire dai mesi estivi, pandemia permettendo, con una previsione di consolidamento nel 2022. Una realtà attesa da molti e che potrà avere una sua compiuta fisionomia proprio con il nuovo Piano regolatore portuale, con una sistemazione organica e razionale, rispetto alle caratteristiche e alla storia  di questo scalo. 

Il lavoro come priorità, ha sottolineato il Presidente Sommariva, lavoro garantito anche da realtà che hanno proprio nel porto un elemento decisivo delle rispettive produzioni, come il Nuovo Pignone e The Italian Sea Group. 

Ne è seguito un confronto schietto ed amichevole, alimentato da domande puntuali a cui l’ospite ha risposto con argomentazioni esaustive ed interessanti. Argomentazioni che hanno anche sfatato qualche luogo comune ed hanno evidenziato come il porto di Marina di Carrara possa continuare a giocare, come è stato nel passato, un ruolo adeguato alla sua storia e alla sue caratteristiche, di piccolo scalo certamente, tuttavia vivace e di grande produttività in rapporto alle contenute superfici operative a disposizione. Un’eccellenza operativa specifica, capace di fare la sua parte in un segmento specifico del mercato.



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