Il Museo Diocesano di Sarzana

Barbara Sisti, Direttrice del Museo Diocesano di Sarzana, il 13 aprile 2021. Nutrita la partecipazione, molte le connessioni con diverse  consorti collegate. Benvenuti anche alcuni amici del Club, cultori dell’Arte e perciò desiderosi di ascoltare la relatrice.

Prestigioso curriculum, il suo: storica dell’arte, Barbara Sisti è direttore del Museo Diocesano della sede di Sarzana ed è stata precedentemente direttore scientifico per la catalogazione informatizzata dei beni storico artistici dell’Arcidiocesi di Lucca. Al suo attivo numerosi allestimenti di mostre e percorsi espositivi, didattica museale, direzione scientifica e docenza in formazione professionale. Circa una trentina le pubblicazioni a suo nome.

Il tema è stato il Museo Diocesano. Situato nei pressi della Cittadella rinascimentale di Sarzana, ossia nell’area più antica del contesto urbano, il museo è stato ampliato nel XVIII secolo. Città di primissima importanza dal punto di vista storico e artistico, Sarzana fu infatti l’erede naturale della città romana di Luni, dalla quale nel 1204 fu trasferita la sede vescovile. Prosecutrice di una storia che affonda le proprie radici nell’antichità, ha dato i natali a famiglie come Calandrini e Fiasella. Della prima, Filippo, fratello, per parte di madre, di Tomaso Parentucelli che salirà al soglio pontificio con il nome di Nicolò V. Della seconda, Domenico, uno dei pittori più in vista della Serenissima Repubblica genovese.

Breve storia del Museo, la Confraternita della Misericordia all’interno del quartiere di clausura, ha passato in rassegna le numerose e mirabili opere d’arte che sono ivi custodite. Tra queste, in particolare, il piccolo reliquiario dell’VIII secolo, proveniente dal Medio Oriente, nella quale viene custodito il Preziosissimo Sangue di Gesù, che fu trasportato a Sarzana dall’antica Santa Maria di Luni, e che ancora oggi, in occasione delle ricorrenze religiose, viene esposto ai fedeli. Altra reliquia di estremo interesse quello della Vera Croce. Le reliquie, poi, del saio di San Francesco di San Domenico: la tradizione vuole che i due santi si fossero incontrati a Sarzana, anche se, storicamente, si ritiene plausibile piuttosto Sarzana quale luogo di coincidenza dei primi conventi francescani e domenicani in assoluto nel periodo. Un video molto suggestivo ha chiuso la bellissima esposizione. Un’ora trascorsa velocemente, pregevoli le opere e densi di storia i beni che ci ha fatto ammirare. Il tutto vivacizzato dal tono brillante e dalla conduzione dotta finanche suggestiva del video, che hanno reso merito al grande valore storico e artistico di Sarzana.



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