Il Museo Diocesano di Massa

Dopo la visita a Sarzana (https://rotary-carraraemassa.it/2021/04/15/il-museo-diocesano-di-sarzana/),
mancava il Museo Diocesano di Massa. Un legame non casuale, e certamente più profondo di quello di una programmazione di incontri. Massa, infatti, segue a Sarzana, che segue a Luni. A tornare indietro, da Massa si arriva a Luni e da Luni il pendolo della storia corre di nuovo verso l’oggi e si ferma sulla Lunigiana, dopo la scomparsa della romanità.
La sua conformazione comprendeva un territorio molto più ampio di quello che si intende oggi, dagli estremi dell’attuale provincia spezzina fino ad arrivare al Versilia e, salendo verso monte, fino agli Appennini. Questa la culla geografica di un territorio ricco di cultura, incrocio di uomini e di poteri, quale è sempre stato per destino naturale, posto fra Toscana, Liguria ed Emilia.
Elena Scaravella la nostra guida. Conservatrice del Museo Diocesano di Massa, è laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo storico artistico presso l’Università di Firenze. Ha partecipato a progetti di catalogazione del patrimonio storico artistico per le Soprintendenze di Firenze e di Pisa. Ha lavorato al riordino dell’archivio storico del Comune della Spezia e dal 1997 lavora per L’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Massa Carrara–Pontremoli. Per l’Ufficio ha curato l’allestimento dei Musei diocesani di Massa e di Pontremoli e coordina progetti di salvaguardia e valorizzazione di archivi – musei – biblioteche. Negli ultimi anni è stata responsabile per la Diocesi di vari progetti di ricerca in collaborazione con il dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa.
Numerosi i punti toccati. Il Palazzo dei vescovi, prima di tutti, che fino agli anni 80/90 del 1900 è stata la residenza del Vescovo e la sede degli uffici della Curia. Qui si trovano moltissime opere, fra le quali un altare che è l’unica esistente nel museo che sia stata pensata e realizzata in un rapporto coessenziale al luogo in cui si trova. Splendida anche la tavola posta al di sopra dell’altare che racconta molte storie, con tutte le vicissitudini che le sono capitate in sorte a causa dei cambi di governo che Massa ha vissuto. Opere pittoriche pregevoli dell’artista massese Bernardino del Castelletto, che a Massa nel ‘400 ebbe bottega. Il suo stile è quello tipico della cultura rinascimentale. Un legame, il suo, anche con la Pieve di San Pietro che fu demolita per volere del Governo napoleonico in città. Numerosi i riferimenti a personaggi storici assai importanti. Francesco Maria Zoppi, il primo vescovo di Massa, poi al Cardinale Alderano, munifico nel profondere il proprio impegno per il restauro di opere che abbelliscono diversi punti del nostro territorio. Fra queste un bellissimo crocifisso, assimilabile allo stile del Bernini, dalla cui bottega potrebbe essere uscito. Molte immagini anche sui parati cardinalizi, sui tessuti ed un anticipo anche alla prossima mostra, che deve restare però una sorpresa. Molto interessante anche l’iniziativa che il Museo Diocesano porta avanti da tempo con i malati di Alzheimer del nostro territorio, stimolati nelle loro capacità emozionali, che fortunatamente non vengono ridotte e sono ancora potenti di fronte all’arte.
Una serata molto interessante. Abbiamo goduto dell’esposizione dotta della nostra ospite, che ha mosso dalle origini del nostro territorio nella configurazione originaria della cosiddetta ‘Lunigiana storica’, lungo un filo che proprio la Diocesi ha saputo tenere integro nel corso dei secoli. Anche nel campo dell’arte e anche in epoca relativamente recente, la Curia ha svolto il ruolo di tessuto, capace di dare continuità e sostegno alla nostra storia e alla nostra cultura, di garantire l’integrità e la fruibilità della memoria della nostra comunità.



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