Carrara Città Creativa

Carrara Città Creativa è un’opportunità straordinaria per la nostra comunità e per i nostri giovani. Valorizzare il patrimonio delle conoscenze legate all’Artigianato e all’Arte popolare è il presupposto per rafforzare il tessuto dei saperi, sui quali i nostri giovani e le generazioni future possono camminare.

“Il futuro?… E’ sotto i tuoi piedi” è, infatti, il titolo della relazione tenuta da Giuseppe Biagini ed esprime in maniera accattivante quanto appena detto. Avevamo conosciuto il relatore   nel 2017, quando presentò al Club la progettualità che l’ITKI Foundation (che presiede) aveva formulato a sostegno della candidatura di Carrara come Città Creativa dell’Unesco. Da quel momento la strada è stata percorsa ed anche il Rotary ha preso coscienza di tanto pregio, ma sul binario delle azioni di servizio che gli sono consone, in vista di un successo che deve essere sempre rinnovato e per il quale dunque occorre un’azione sinergica.

Infatti, le norme Unesco prevedono che la qualifica di Città Creativa non sia perenne, ma vada onorata con iniziative da svolgere continuativamente sul territorio. Per questo i Rotary delle 11 Città Creative si sono trovati, per fare sistema e condividere le esperienze, e quest’anno hanno rafforzato il rapporto fra loro, creando una rete, la stessa che si è resa manifesta con l’Interclub del 27 aprile e che esprime il desiderio di portare il metodo dell’amicizia rotariana anche in questo ambito. A tal proposito, ospite in quest’occasione anche Daniele Lo Sasso, del Club di Bergamo Ovest e referente nell’ambito della rete nazionale per la città lombarda.

Tornando al titolo della relazione “Il futuro?… E’ sotto i tuoi piedi”, esprime tutto il senso di ciò che Biagini intende: occorre prima di tutto, per le città creative, riscoprire e valorizzare il proprio patrimonio culturale come occasione di rilancio delle città e di opportunità per i giovani di quelle città stesse. Delle potenzialità si sono resi conto in molti, se è vero che sta aumentando il novero dei candidati. Modena e la vicinissima Lerici, i primi due esempi che vengono in mente. Ed in questo sono decisivi i giovani, capaci di insufflare sempre nuovo ossigeno nella vita del proprio territorio.

Daniele Lo Sasso ha portato la relazione dal piano dei principi e degli intenti al piano del fare, del come fare: individuare misuratori, come si usa in economia, per valutare oggettivamente un singolo ambito del vivere sociale. Misurare strutture, infrastrutture, servizi, formazione, economia legata, per esempio, alla lavorazione artistica e artigianale del marmo, per vedere dove c’è carenza, intuire soluzioni e proporre una progettualità sensata, capace di porsi su di una linea di sviluppo.

Il tutto, si ripete, tenendo conto che la prospettiva del Rotary non è quella dell’amministrazione cittadina, cui spettano le azioni istituzionali, né quella dell’Unesco, ma è quella delle Vie di Azione, per esempio, professionale (le professioni legate all’arte e all’artigianato del marmo) e dell’azione giovanile, ambito particolarmente interessante anche dal punto di vista programmatico: progettare servizi per la formazione, la trasmissione dei saperi, l’innovazione anche tecnologica delle antiche professioni, così da tenerle al passo con i tempi, valida occasione di impiego delle nuove generazioni, in una linea di continuità senza interruzioni.

Questo dunque è il campo di una bella sfida per noi rotariani: è autentica iniziativa di servizio quella che richiede l’impegno delle risorse intellettuali, professionali e sociali dei soci, prima ancora di quelle economiche, per una progettualità concretamente proficua.



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