Progetti

L’orizzonte di quest’annoUn futuro fatto di passato

Premessa

Una delle Vie rotariane è quella dell’Azione di interesse pubblico. Essa impegna a fornire un contributo al progresso umano attraverso programmi di assistenza e aiuto a chi è in difficoltà.

Spesso si guarda ai problemi più evidenti, quelli che trovano più voci. Ma non sono gli unici e qualche volta neanche i più importanti. Capita così che si tralascino i più silenti, a cui si è più abituati, tanto abituati al punto da considerarli come ineliminabili e poi quasi dimenticarsene.

Problemi della terza età

Per esempio i problemi della terza età. Spesso la persona anziana rischia di finire in una zona grigia, non definita, una zona di alea, nella quale – se non si ha fortuna, appunto – la propria condizione può diventare di vera e propria vecchiaia, se non di abbandono come nel caso in cui la persona abbia problemi di salute tipici di quell’età, per esempio l’Alzheimer.

Comunità locali

Un’ulteriore declinazione dell’azione di interesse pubblico può essere quella del miglioramento della comunità locale, in termini culturali ed economici. Molto abbiamo ereditato dal monte, prima di tutto l’occasione di una centralità mondiale, determinata dall’arte e dalla maestria nella lavorazione ornamentale della pietra, che è durata nel corso dei secoli e che ha lasciato tracce indelebili, tali da rendere il nostro territorio il mozzo di una raggiera, il centro di una ruota, che può girare ancora a lungo nel corso del tempo.

Un futuro fatto di passatoL'Orizzonte di quest'anno

E con ampiezza tale da avvicinare la cultura alla produzione.

Si tende a non cogliere il nesso fra la cultura di un prodotto e la produzione di valore che ne segue. Nel campo del lapideo ciò significa che il mondo della ricerca e dello studio tende ad essere percepito come indipendente e separato rispetto al mondo dell’estrazione, della lavorazione e della commercializzazione. In una sola parola, ininfluente rispetto alle esigenze economiche.

Della distanza di questa percezione dalla realtà dei fatti è testimone l’esempio, forse più evidente oggi, della cultura enogastronomica:

la valorizzazione della cultura del buon bere, la sua diffusione presso un pubblico più ampio dei semplici addetti ai lavori ha costituito, ormai da molti anni, il motore dell’incremento nella produzione di vini di alta qualità, della nascita di aziende vitivinicole, di investimenti significativi di capitali da parte di imprenditori anche provenienti da settori diversi, dello sviluppo di fiorenti attività sia nel settore primario della coltivazione della vite sia nel secondario della trasformazione del prodotto agricolo sia, ancora, nel settore terziario, per esempio, della commercializzazione del prodotto, della sua promozione e dello sviluppo del turismo intorno al quel prodotto.

Dunque, gli anziani e i saperi sono l’orizzonte su cui vorrei proiettare l’idea di un agire comune, che nasce dal passato e si getta nel futuro: in questo modo può svilupparsi nel presente in modo non casuale, ma sensato.